Un’indagine tra gli studenti e le studentesse
Venerdì 20 marzo 2026, ore 20.30 Istituto A. Rossi, Vicenza
Viviamo in un periodo di caratterizzato da un numero di conflitti armati e tensioni internazionali senza precedenti nella storia dell’umanità. Questa situazione è sotto gli occhi di tutti grazie allo sviluppo recente dei media che, con moltissimi strumenti, informano e rendono note immagini e notizie provenienti da tutto il mondo. Di fronte a questa massa di informazioni ci si chiede spesso: qual è il punto di vista dell’opinione pubblica? E in particolare, cosa ne pensano i giovani? Per rispondere a questo interrogativo l’Associazione Oikos di Vicenza e un gruppo di lavoro che ha riunito esperti e insegnanti ha progettato un’indagine che ha coinvolto 1561 studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado di Vicenza e provincia. L’indagine è stata curata da i sociologi; Giuseppe Pellegrini, docente all’università di Trento e dalla Professoressa Silvia Cataldi dell’Università La Sapienza di Roma. Gli studenti hanno risposto a domande sull’informazione, i conflitti nella vita quotidiana, l’impegno per la pace delle nuove generazioni e delle scuole, il servizio militare e il servizio civile. Informazione: le fonti più utilizzate per avere notizie sui conflitti armati sono Internet (75,8%) e la televisione (62,7%). Quasi sei studenti su dieci ritengono che le informazioni ricevute siano sufficienti. Mettendo a confronto i due conflitti che in dicembre erano più rappresentati dai media, si nota che i giovani si sentono più informati della situazione in Ucraina. Conflitti quotidiani: si tratta di situazioni che si vivono frequentemente, soprattutto per divergenze valoriali e per giudizi ingiustificati. Si registrano diversità considerevoli tra maschi e femmine per quanto riguarda i movimenti emozionali: rabbia, frustrazione e disprezzo sono state segnalate maggiormente dalle studentesse. Pace e impegno: il settantuno per cento dei rispondenti è disponibile a impegnarsi per la pace e i diritti umani. Ci si attiva soprattutto studiando per acquisire maggiori competenze (28,9%), sensibilizzando la comunità (28%) e impegnandosi in politiche di pace (22,5%). Metà degli studenti ritiene comunque di essere interessata ad altri temi e considera che solo i potenti possano decidere sui futuri scenari di pace. Percezione delle guerre. Quattro giovani su dieci si dicono preoccupati della possibilità di una guerra globale e ancora di più (il 70%) si dichiara preoccupato per un eventuale coinvolgimento del nostro Paese in un conflitto armato.
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